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25 ottobre 2010

Vecchiezza tassonomica


Lepidocephalichthys guntea Hamilton, 1822
Fauna of British India (fishes, volume 1-2), 1889


Di nomi strani la tassonomia è piena. Se vi fate un giro qui  avrete modo di notare quanta fantasia permei il settore. Personalmente trovo adeguati tre categorie di nomi specifici: quelli che richiamano a caratteristiche fisiche (macrostoma, trifasciata, longicauda, leucosternon ecc.), quelli che richiamano la biogeografia (australe, nicaraguensis, bolivianus ecc.) e quelli, i miei preferiti, dedicati a personaggi illustri della branca zoologica cui appertiene la specie descritta (agassizi, nourissati, regani ecc.). 


Tutti gli altri, anche se validi tecnicamente quanto gli altri, non mi piacciono. Eppure nomi strani continuano a saltare fuori da ogni parte. L'ultimo, in ordine di tempo, viene da un simpatico ricercatore dell'università di Auburn¹ che ha pensato bene di dedicare una specie di Lepidocephalichthys ai Led Zeppelin (Lepidocephalichthys zeppelini), perché l'estensione dei raggi delle pinne pettorali ricorda la forma della Gibson usata da Jimmy Page.
A stiracchiarla ricorda una caratteristica anatomica. A stiracchiarla. 
Comunque a me 'sti nomi strani continuano a non piacere. 
Sarà che ormai sono vecchio dentro.




¹ istituto accademico che ai più non dirà nulla ma che, per chi ama "il gioco", non può non ricordare questo tipetto qui; puro figlio del sud e del pollo fritto che con un corpo da scaricatore faceva i 100m sotto gli 11" e che potendo assestava gomiti nelle coste di poveri angolani in quel di Barcellona '92

19 ottobre 2010

Dai Greci a Darwin



Due righe su di un libro che altrimenti rischia di passare totalmente inosservato.
La Robin Edizioni ha ristampato un interessante libro di Henry F. Osborn scritto alla fine dell' 800.


Si parte dai presocratici ionici fino ad arrivare a Darwin (e questo lo si capiva anche dal titolo) anche se in realtà la parte "grecoromana" pare un po' sottotono rispetto al resto del testo (per dare merito alla filosofia naturale di quel periodo forse è meglio questo, se non altro per l'analisi di alcuni pensatori, vedi Lucrezio, da cui probabilmente un certo pensiero selezionista deve essere emerso). Anche la critica della scuola prescolastica e scolastica è abbastanza veloce (più Sant'Agostino che Bacone e Tommaso D'Aquino) anche se è curioso leggere la descrizione del processo intellettuale che ha dato vita alla definizione della "creazione speciale" (creazionismo moderno e disegno intelligente vengono tutti da qui).

La parte che ho trovato più interessante è quella degli evoluzionisti predarwiniani. Ottimi i capitoli su Buffon ed Erasmus Darwin, bellissimi quelli su Lamarck. 

Visto l'anno in cui è stato pubblicato, il 1894, stupisce la lucidità nell'affrontare, già in quel periodo, molti temi cari all'evoluzionismo moderno. 
Ma non è che la Sintesi Moderna, dandoci una solita base genetico-matematica, si è presa un po' troppo di quel tipo di speculazione filosofica?


10 ottobre 2010

Foliage


La stagione delle Sarracenia sta terminando. Le piante che hanno superato l'epidemia dei rizomi cancerosi di qualche tempo fa hanno avuto un'ottima annata e andranno divise, tra qualche mese, in piante più piccole e maneggevoli. I seedlings hanno passato ottimamente il loro primo anno completo dalla germinazione e le piante palustri necessitano anche loro di corposi rinvasi. 
Sempre per rimanere in tema "esterno" per una curiosa peripezia gli Aphanius sono stati obbligati ad un repentino cambio di salinità. Pesci incredibili questi "noni", oltra a non battere ciglio per lo stress fisiologico si sono anche riprodotti. La prole è ora chiamata al servizio della scienza per uno studio sulla regolazione genica. Vedremo.

Gli ultimi ascidi presentabili:

Sarracenia leucophylla

Sarracenia alata

Sarracenia x "Moorei"

08 ottobre 2010

Modanature (transitorie)

Ogni tanto qualcuno mi chiede cosa ho nelle vasche in questo momento. In realtà non molto. Sono in una fase di transizione logistica e quindi non riesco a dedicarmi a taxa specifici come vorrei. Di solito, infatti, cerco di avere una certa continuità logica con le specie che mi interessano; per alcuni anni mi sono interessato agli anabantoidei, poi ai ciprinodontidi e infine ai ciclidi dell'africa occidentale. Sempre cercando di allevare, in vasche diverse, specie affini tra loro per avere una visione d'insieme più organica e continuativa. Credo che questo approccio "comparato" sia molto più interessante e soddisfacente.

Ovviamente per fare ciò è necessario tempo e costanza. Visto che al momento difetto di entrambe le cose ho preferito tenere le vasche semi vuote, soprassedendo anche con i gobidi e i balitoridi (ceduti ad amici e conoscenti), in attesa di tempi migliori. Ma non riesco a resistere alle modanature della natura, specialmente se è possibile trovarle in quei luoghi cosi poco promettenti come possono essere i negozi italiani. E allora ecco quello che ho "raccattato" negli ultimi tempi.


 Badis badis (ma dal pattern non ne sono cosi sicuro)
 



Tylomelania sp.  (trovate piccoline appena nate in una vasca affollatissima tra un po' dovrebbero iniziare a riprodursi anche loro)







Iriatherina werneri


Homaloptera sp. (smithi?)