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17 luglio 2012

il bosone di Carlo e Alfredo.


In facoltà girava la storiella, ma forse la conoscete già, che gli unici in grado di parlare con Dio sono i matematici e che gli unici che riescono a parlare con i matematici sono i fisici. Poi la storiella degenerava nella solita chiusura denigratoria nei confronti di medici e ingegneri (o erano i filosofi o forse era tutta li e le storielle denigratorie erano altre). Vabbè ora la sapete anche voi e la collegate ai fatti di Ginevra come meglio vi aggrada.

L'unico commento intelligente (?) a tutta la storia dei bosoni che mi è venuto è che noi il nostro bosone l'abbiamo descritto 153 anni fa per mezzo di uno sperimentale (Carlo) e un teorico (Alfredo), e lì per lì tutto 'sto clamore non c'era mica stato.



23 giugno 2011

Brand new camera

Il mio rapporto con la fotografia è a senso unico. Lei mi ha sempre dato tanto, quando guardo le foto degli altri ad esempio, ma in cambio io non gli ho mai dato nulla. Nemmeno quell'attenzione minima che meriterebbe. Eppure ci ho provato eh. Ho i testimoni. Il fatto è che quando qualcuno prova a spiegarmi come funziona annuisco ritmicamente con la testa, lo sguardo si perde nel vuoto e inizio a pensare ad altro. Ecco la teoria fotografica per me è un dissuasore, un fischietto per i cani al contrario. Sono arrivato ad ipotizzare che per concentrarmi su di un problema reale forse dovrei iscrivermi ad un corso di fotografia. 

Che poi mi piacerebbe un sacco fare belle foto, tanto che invidio a morte chi ci riesce; ma niente, ci ho messo una croce sopra. Una croce pesante del resto, visto che dalla morte della mia macchinetta digitale (ti ho amata molto sai, eri cosi semplice) ho atteso due anni per farmene un altra. Gira e rigira mi sono fatto una cosa così rinunciando ad una reflex digitale in regalo e contestualmente alla soluzione dell'ipotesi di Rienmann. Ovviamente l'ho scelta perché oltre a fare le foto e  i video HD costa poco ed è semplice (oddio credevo una cosa semplice alla semplice simple Jack non semplice alla Forrest Gump, ma tant'è). 
Le foto sono impresentabili ma i video, due, li metto subito. 

Questa è la vasca in giardino con gli Aphanius. Non è quella originale con l'acqua salmastra e le alghe salmastre. Quella purtroppo si è scollata e pesci li ho dovuti sbattere in questa con ninfee e Lithurum. Senza ambientamento alcuno, i poveri Aphanius, passarono da una densità di 1.044 a una di 1.000, in pochi secondi. Ma mica si sono scomposti eh, anzi! Questi infatti sono i nipoti di quelli originali. 



Ok, la vasca fa schifo e i pesci al massimo si intuiscono; ma non ho più acquari in casa e quelli in giardino vorrebbero farla finita anche loro. Ma i pesci sono arzilli e crescono. Magari sistema un poco l'ambiente, e si magari do una pulita anche ai vetri, e ve li ripresento come dio salmastro comanda. 

Questo con i pesci non c'entra nulla ma a me 'sti video accadì piacciono tantissimo (e comunque il bombo è il mio animale totemico)


Oh, la macchinetta l'ho presa tipo due giorni fa. Fate i bravi e non sghignazzate, che vi sento! 

23 aprile 2011

Parameci in fuga


wikimedia commons


Due protozoi si incontrano casualmente in una pozza di fango...

  -Dobbiamo inventarci qualcosa se vogliamo tirarci fuori da questo schifo.
  -Si ma cosa?
  -Un cambiamento radicale! Ecco cosa ci vorrebbe. 
  -Radicale? La fai troppo facile tu. Mica possiamo mettere su delle ali cosi, dal nulla!
  -Perché no!. Sarebbero perfette per i nostri scopi. Cambiare ambiente, esplorare nuovi orizzonti.
  -Non è possibile! Dovresti saperlo. Bisognerebbe reimpostare tutti i vincoli di sviluppo. Non partiresti mica da zero...
  -No infatti ma le informazioni chiave le abbiamo già, no? Bisognerebbe solo reimpostare le istruzioni sui tempi e risolvere qualche problema topologico. 
  -Qualche? Ma dico, scherziamo? Stai parlando di un processo, che ad esere generosi ci vogliono milioni di anni! Siamo tropo strutturati oramai. E poi, le informazioni di cui parli noi non le abbiamo mai avute! No, la soluzione dobbiamo trovarla in un altro modo.
  -E se aspettassimo...una mutazione!
  -Una serie di mutazioni al limite.
  -Ok, una serie di mutazioni; quanto ci vorrebbe secondo te?
  -Ancora di più dell'idea precedente. Si parla di vincere qualche lotteria e poi non è detto mica che funzioni.
  -Mmm...ricapitoliamo: non possiamo arrangiare lo sviluppo con quello che abbiamo, anche se a me sembra ancora una buona idea, e non possiamo aspettare il tempo necessario per le mutazioni senza avere una qualche certezza.
  -No aspetta non è mica cosi semplice: in realtà anche nel caso della ricollocazione delle informazioni strutturali nello sviluppo, che, ripeto, noi non abbiamo, avresti poche certezze che il tutto funzioni al primo colpo. E' molto probabile che i tentativi a vuoto sarebbero comunque molti di più di quelli che pensi.
  -Quindi? Cosa ci riamane?
  -Potremmo esplorare le informazioni neutre che aumentano di frequenza casualmente; oppure cooptare alcuni protocolli informazionali per altri scopi. Ci fu un caso...
  -Un caso buono o cattivo?
  -Buonissimo.
  -Spara!
  -Ci fu un caso, dicevo, dove dei tizi ai piani alti presero delle informazioni grossolane per un deriveto dermico, o era epidermico, non me lo ricordo. Insomma era roba innovativa e radicale che aggiungeva un bel pezzo di materia nella fase embrionale. Questi ci fanno cose grosse, ci riarrangiano addirittura il sistema nervoso che non so cosa sia ma dicono che per fare certe cose tocca averlo per forza. Ad un certo punto con le cose che gli avanzano producono strutture periferiche. Ci si scaldano dicono. E invece che ti combinano?
  -Che combinano?
  -Peli e piume!
  -Peli e piume?
  -Esatto
  -Non sono per niente entusiasta di ricomprirmi di peli e di piume.
  -Ma non è mica finita qui.
  -No?
  -No! Prendono 'sta cosa delle piume e dei peli, riarrangiano un po' le informazioni strutturali primarie, sai per far circolare e conservare un po' meglio energia e calore. Alla fine si ritrovano con uno chassis nuovo di pacca: piumaggi colorati e pelicce calde.
  -Bella roba. Tutta sta fatica per un paio di costumi da carnevale.
  -La parte più bella deve ancora arrivare. Si ritrovano tutta sta roba nuova, hardware innovativo; che uno ora è abituato ma per l'epoca erano cose da marziani, mica no, e stan li per un mucchio di tempo a dire “'mazza come siamo moderni, mazza come siamo adatti”. Però non quagliano. Restano sempre in quel punto, per un mucchio di tempo. Che quasi si erano pentiti di tutti 'sti sforzi.
  -E alla fine? Si pentono, vero?
  -Macché, vincono al lotto. Quelli che c'erano prima, dei loro parenti alla lontana, se ne vanno.
  -Come se ne vanno?
  -Si, se ne vanno. In poco tempo se ne sono andati via tutti. Forse non gli piaceva più il clima che nel frattempo era cambiato parecchio.
  -E dove sono andati, di grazia?
  -Nessuno lo sa. Si sa solo che ad un certo punto nessuno li ha più visti.
  -E quelli con i peli e le piume?
  -Figurati, non gli pareva mica vero. Si sono messi sotto a lavorare di ingegno e in quattro e quattr'otto hanno messo su ali mica da ridere.
  -Quelli con le piume; e quelli con i peli?
  -Pellicce multistrato! Te l'ho detto, hardware innovativo. Ci hanno trovato un sacco di soluzioni originali. Anche quelli con la pelliccia hanno mescolato un po' le carte e sono riusciti a farsi delle ali. Non belle come quelle piumate ma funzionali.
  -Quindi si può fare?
  -Loro ci sono riusciti.
  -Grandioso. Beh che aspettiamo? Mettiamoci sotto anche noi. Io lavoro alla fase embrionale, tu alla topologia e mettiamo un paio di ragazzi a lavorare al sistema nervoso. Ci vorra un po' ma se l'hanno fatto loro...o no?
  -Ehmm...no.
  -Come no? Non metterti a fare il disfattista un altra volta ora!
  -Non è questione di disfattismo. Il fatto è che non abbiamo mai sviluppato una fase embrionale, men che meno abbiamo un sistema nervoso e per quanto riguarda la topologia siamo messi maluccio anche li. Che ti vuoi riposizionare se siamo fatti di una cellula soltanto!
  -Ma insomma, brutto disfattista che non sei altro, da questo pantano come ne usciamo stavolta?
  -Come al solito temo.
  -Come al solito?
  -Eh si.
  -Spengo tutto?
  -Spegni tutto.
  -Ci incistiamo?
  -Ci incistiamo
  -Aspettiamo che la pozza si prosciughi?
  -Non possiamo fare altro
  -E che il vento ci porti lontano?
  -Non ti illudere...sarà un altra pozza
  -E' comunque un po' come volare, no?


Buon varietà religioso. Cautela in tavola e fate i bravi.



21 marzo 2011

Feel free


Sentitevi liberi di esternare il vostro amore nei miei confronti con una cosa così. 
Non mi offendo mica.  

Comunque per fine mese dovrebbe uscire (quanti anni è che stava in preparazione?) e se cliccate sulla foto vi salta fuori la pagina di NHBS.

14 settembre 2010

Ipertrofia




Planarie come pantegane. 
Cominciano a fare schifo anche a me.

03 settembre 2010

"Sei un cretino"¹

Ok, se mi sdoganate i midichloria in questo modo qui ci posso anche stare; ma allora lasciatemi sognare una nuova specie di mollusco cefalopode che porta il nome dell'Ammiraglio.

Ammiraglio Ackbar

Gruppo di Vampirotheutis ackbarii che nuota nei profondi abissi marini. Attorniato da un branco di capodogli assassini il più sveglio urla: "It's a trap!"



¹titolo provvisorio (ma è quello che ha detto mio fratello quando ha visto questo post)

15 agosto 2010

Lotta biologica


Aedes albopictus Skuse, 1894

Estate pigra questa, tanto pigra che la media con cui produco le mie ipotesi locali e teorie generali si è notevolmente abbassata (forse ci farò una rubrica periodica su queste mie digressioni, chi lo sa). Stavo quindi lavorando su delle vecchie idee che avevo messo da parte per periodi di stanca come questo. La più importante è quella con cui cerco di spiegare l'incapacità, da parte di alcune categorie sociali omogenee, di comprendere come sia molto più agevole lasciar scendere i passeggeri da un qualsiasi mezzo pubblico prima di salirvi. Un altra ipotesi che sto saggiando (attraverso l'elaborazione di un complicatissimo modello matematico booleano), dovrebbe spiegare coerentemente, una volta terminata, lo strano fenomeno per cui, per una moltitudine di individui,  lo sputare per terra debba sempre essere preceduto da un gorgheggio parossistico prossimo al distacco della laringe (spiegare l'impulso di scatarrare in terra, con rincorsa o meno, è al di là delle mie capacità). 
Roba vecchia; recentemente però un' osservazione ha allertato la mia innata dote di divagare sui massimi sistemi.

Nonostante la mia giovanissima età (sic!) soffro di cefalee. Lo so, fa ridere e in fin dei conti è un problema neanche tanto grave (ritengo comunque l'inventore dell'ibuprofene come meritevole del Nobel, della medaglia Fields, dell'Oscar del calcio, della coppa Volpi e della spada di Grayskull). 
Per farvela breve alcune sostanze fanno da enhancher per i miei mal di testa e quella che più non sopporto è il fumo dello zampirone. Non so se avete presente, di solito è verde e a spirale (ma mica lo confezionano cosi eh lo trovate sotto forma di due spirali cementate assieme che per aprirle è prevista la rottura di una delle due). Si accende, si spegne la fiamma e subito parte la combustione lenta che produce dense volute di fumo repellente. Proprio riflettendo sui repellenti anti zanzare è partita la mia riflessione a carattere locale.
Piccolo preambolo.

Le zanzare mi stanno simpatiche (anzi a dirla tutta mi stanno simpatici un po' tutti gli insetti olometaboli e se volete una dritta saranno proprio loro, gli insetti olometaboli, a superare un eventuale inverno nucleare per poi conquistare il pianeta in barba a sorci e scarafaggi; meditate eh, che è una cosa seria). Ma, come con  Dawkins, il credito di simpatia si esaurisce presto e iniziano rompere i coglioni anche loro. E qui arriviamo alla mia ipotesi locale. 

Affannarsi con ogni sorta di repellente è fondamentalmente sbagliato sul lungo periodo. La cosa migliore e lasciare in pace le zanzare per poi ucciderle una volte prossime alla suzione sulla nostra pelle. 

(prima e ultima parentesi seria: le zanzare non succhiano il sangue ma il contrario, in quanto la pressione con cui circola il sangue nel nostro corpo è troppo alta per loro quindi, con  muscoli preposti, fanno il contrario, attenuando il flusso di sangue in entrata nel loro stomaco).

Ok il principio è forte. Spiego. 
Gli insetti ematofagi esistono da molto più tempo di noi e di sicuro noi non siamo gli unici animali da cui traggono il loro nutrimento. Le loro preferenze quindi sono diverse e sono sicuro che variano su base statistica. Se uccidessimo tutte quelle che ci pungono, o che tentano di farlo, applicheremmo una pressione selettiva sulle popolazioni locali che sul lungo periodo può estendersi a tutta la specie (qui poi dipende dalle diverse specie prese in esame Aedes, Culex o Anopheles; ma non è un problema perché anche se locale la mia ipotesi è applicabile  su larga scala tassonomica); le frequenze relative di quei fenotipi che prediligono pungere altre specie, invece che la nostra, verrebbero cosi favorite, ottendendo cosi specie di ditteri ematofagi completamente affrancate dall'obbligo di massacarci di puntura ogni estate. Se invece usiamo repellenti non verrà applicata nessuna pressione selettiva e le frequenze dei fenotipi che pungono l'uomo rimarrà inalterata, con il risulato che le zanzare che vogliono pungerci saranno sempre li fuori ad aspettare la fine della spirale di zampirone.

Et voilà, selezione naturale pura e semplice
Secondo me funziona.

Buon Ferragosto
:-D

Nessun testo o articolo scientifico è stato utilizzato per elaborare questo post.


31 marzo 2009

Flussi laminari


l'universo [...] è scritto in lingua matematica
Galileo Galilei



Equazione di Reynolds:

Re = pUL/v


Questa i pesci la conoscono bene.


Beaufortia cf. kweichowensis


.

16 marzo 2009

Opuscoli


By Cláudio Dias Timm [CC-BY-SA-2.0 (http://creativecommons.org/licenses/by-sa/2.0)], via Wikimedia Commons


Tempo fa due simpatiche vecchine (SV) mi fermano davanti al lavoro:

SV: possiamo lasciarle i nostri opuscoli?

Io: sono gratis?

SV: certo! Eccoli.
(me ne passa uno ma vedo che ne avevano anche un altro)

Io: ma no mi dia anche l'altro
(tanto sono gratis)

SV: però li legga. Dopo magari può anche buttarli, ma li legga mi raccomando.

Io: li leggerò sicuramente.

Li rigiro tra le mani per qualche secondo.
Il primo parlava della fine del mondo ad opera di un meteorite (con tanto di famigliola abbracciata in copertina che scruta il cielo in attesa dell'imminente deep impact) e la copertina dell'altro faceva riferimento al giudizio universale o alll'inferno in terra o qualche altra cosa da cagarsi addosso dalla paura.

SV: lei è credente?

Io: Ehmmm...no.

SV: va bene, li legga lo stesso però. E' stato cosi gentile a parlare con noi (e chi lo sapeva chi eravate), sa, di solito la gente non ne vuol sapere di queste cose e non accetta mai i nostri opuscoli (ma va? sciocco io a pensare che parlare di morte, distruzione e inferno in terra fosse un ottimo approccio alla conversazione).
Li leggerà allora? (e daje)

Io: Si si li leggerò...beh...certo che...insomma: speriamo di non impressionarci!
Abbozzo un sorriso cercando conforto nelle vecchine (io mi impressiono facilmente). Speravo dicessero, che so " ma no non ti preoccupare questa è propaganda, mica Dio permette al Diavolo 'ste cose", oppure " ma dai che quella del meteorite è un montatura". Invece le due abbozzano un sorriso forzato e se ne vanno.


Ieri me ne arriva un altro tra le mani. Deve essere l'ultimo numero perché questo la volta scorsa non c'era nella sporta delle vecchine.
In copertina campeggia la scritta "Stiamo rimanendo senza acqua?"(a parte il fatto che dovrebbero decidere di che morte si deve morire, se di sete o polverizzati da un meteorite o per mano del Diavolo, appare evidente che la redazione deve essere permeata da un idilliaco ottimismo).
Vabbeh, questo impressiona meno e decido di sfogliarlo.

Sfoglia che ti sfoglia mi trovo di fronte ad un bel quesito evolutivo riguardante la forza straordinaria e    l'estrema leggerezza del becco del Tucano.  L'articolo ha una chiosa finale retorico-creazionista che fa supporre, al di là di ogni ragionevole dubbio, che quella struttura non può e non deve essere ricondotta al "caso" ma ad un progetto di un essere senziente esperto nella materia.




Ma se quello che comanda tutto è un ingegnere, invece che star li a progettare becchi per uccelli tutto il giorno, cosa cavolo aspetta a risolvere il problema del meteorite!!!

14 gennaio 2009

Mop psichedelico


Eppure sono sicuro di aver detto a mia madre di prendere un colore sobrio.

17 ottobre 2008

Rendez-vous sulla luna.

Nel bel mezzo della "struttura" gouldiana ho poco tempo per seguire il blog.
Chi lo ha affrontato a suo tempo sa di cosa parlo.

Nei ritagli di tempo inseguo la mia ultima "scimmia" ittiologica. Per scaramanzia non dico nulla.
Lascio una foto come indizio...no, non è la luna boscosa di Endor.


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