25 marzo 2026

Palace of Palms. Una serra tropicale come manifesto scientifico, politico e sociale


Questo libro ripercorre l’ideazione, la progettazione e la costruzione della Palm House nei Royal Botanic Gardens di Kew. Detta così, potrebbe sembrare una cronaca tecnica lineare; in realtà, il contesto storico, sociale e botanico dell’Inghilterra vittoriana trasforma questo racconto in un viaggio epico.

Dalle aspre lotte politiche che portarono alla nascita dei Kew Gardens come istituzione pubblica, fino alla nomina del primo Direttore, l’opera offre uno spaccato vivido sulla gestione del verde pubblico dell’epoca. Ci proietta in un secolo dominato da un vero e proprio “furore” per la ricerca vegetale, mostrandoci come la botanica fosse percepita non solo come scienza, ma come pilastro dell’identità nazionale.



L’autrice dedica capitoli affascinanti alla sfida ingegneristica. In un’epoca in cui la scienza sperimentale era ancora embrionale e procedeva per tentativi empirici, ogni scelta era un salto nel buio: meglio il ferro battuto o la ghisa per lo scheletro? Quale tonalità di verde doveva avere il vetro per schermare il sole senza uccidere le piante? Come riscaldare un volume d’aria così immenso e dispersivo?

Ma al di là dei tecnicismi, a colpire è la visione sociale. Nell’Inghilterra di metà Ottocento, i parchi e gli orti botanici dovevano essere gratuiti e accessibili: la bellezza della natura era uno strumento di elevazione spirituale per le masse, ma anche il palcoscenico perfetto per esibire la grandezza di un Impero che toccava ogni angolo del globo.

Il simbolo assoluto di questa potenza era il taxon delle Palme (Arecaceae). Esse incarnavano la “botanica utilitaristica”: piante provvidenziali dai mille usi, la cui maestosità esotica doveva essere fruibile da chiunque.

William Jackson Hooker

Il racconto si intreccia poi con le vite dei grandi esploratori che, dalle foreste più remote, spedivano in madrepatria esemplari rarissimi protetti dalle celebri Wardian Cases (i progenitori dei nostri terrari). Vediamo sfilare una galleria di personaggi straordinari: dal primo direttore William Hooker — padre di quel Joseph Dalton Hooker che fu amico intimo di Darwin — a giganti come Alfred Russel Wallace e von Humboldt, passando per architetti, operai e giardinieri che hanno trasformato un sogno di vetro in una realtà monumentale.

Pubblicato nel 2020 e disponibile solo in lingua originale, il libro può risultare a tratti farraginoso o eccessivamente tecnico in alcuni passaggi. Tuttavia, resta una lettura che consiglio vivamente a chiunque subisca il fascino degli orti botanici, delle serre tropicali e delle atmosfere dell’Inghilterra vittoriana fatte di vetro e ferro battuto.

08 marzo 2026

Our Ancient Lakes




Non so davvero che target possa avere un libro del genere, ma in poco più di 250 pagine vengono citati alcuni dei miei eroi giovanili: Endler, Seehousen, Marlier, Leleup, Meyer, Fryer, Myers e Liem (quello del libro di Anatomia). 

I laghi antichi sono una realtà di storia naturale dove confluiscono ecologia, geologia e biologia. Con storie che affondano le radici un milione di anni fa, i laghi antichi sono isole evolutive che hanno nella loro storia naturale una fonte inesauribile di meraviglia biologica.

Protagonisti i grandi laghi africani ovviamente, anche se il Lago Vittoria proprio antico non è, i laghi del Sulawesi, il profondo Baikal ecc.

Un libro aderente al racconto della storia naturale come pochi sanno ancora essere. 

Disponibile sono in imglese



24 settembre 2025

Ci siamo sempre sbagliati (?)

 


L'anno scorso è stato pubblicato un articolo piccolo ma ben fatto che ha risolto un mistero che nessuno sapeva esistere. Tutta la letteratura infatti dava per scontato che in Sphaerichthys osphromenoides fosse la femmina ad incubare le uova fecondate. 

C'erano alcuni dubbi in quanto la forma della parte distale della pinna anale è abbastanza diagnostica nella determinazione empirica del sesso degli Anabantoidei. Ma erano solo dubbi di una piccolissima parte di appassionati che aveva deciso di dedicare tempo ed energie ad una specie comunque non facile in nessuno dei sui aspetti (dal reperimento di esemplari in salute alla chimica dell'acqua ad esempio).

Ora questi dubbi, che in pochissimi sapevano di avere, sono stati sciolti con analisi istologiche e video accurati. A incubare le uova è il maschio.

L'incubazione orale, in qualsiasi forma, ha implicazioni profonde nella biologia di una specie. Il fatto che sia il maschio e non la femmina denota un particolare adattamento o una contingenza?

Un ottima domanda a cui però non so rispondere.


https://link.springer.com/article/10.1007/s10641-024-01530-5

26 agosto 2021

Medaka



         Oryzias latipes

              (Temminck & Schlegel, 1846)

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