31 marzo 2012

Tra le due culture



C.P. Snow in noto saggio affermò che vi è una frattura incolmabile tra la cultura umanistica e quella scientifica. Egli ha ragione per quanto riguarda l'assenza di comunicazione tra i fisici e gli umanisti, ma vi è una discrepanza ancora maggiore tra, diciamo, i fisici e i naturalisti. Inoltre, vi è una mancanza di comunicazione anche più pronunciata tra i rappresentanti della biologia funzionale e quelli della biologia evoluzionistica. Per di più la biologia funzionale condivide con la fisica un interesse per le leggi, la predizione , per tutti gli aspetti della quantità e della quantificazione e per gli aspetti funzionali dei processi, mentre nella biologia evoluzionistica sono di particolare interesse questioni come la qualità, la storicità, l'informazione e il valore selettivo, questioni che sono anche di interesse nelle scienze comportamentali e sociali, ma non in fisica. Quindi non è per nulla irragionevole considerare la biologia evoluzionistica come una sorta di ponte tra le scienze fisiche da un lato e le scienze sociali e le discipline umanistiche dall'altro.

 Ernst  Mayr
Storia del pensiero biologico, 1982

11 marzo 2012

Disproporzione


Nimbochromis livingstonii (Gunther, 1894)
By Dr. Michael K. Oliver (Photographed by the uploader) [GFDL (www.gnu.org/copyleft/fdl.html) or CC-BY-SA-3.0 (www.creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0)], via Wikimedia Commons


C'è questa cosa che si chiama "finta zoppia newyorkese", non la troverete su Wikipedia perché è proprietà intellettuale di questo signore qui, uno che a dirla tutta sta comodamente alla pallacanestro americana come David Foster Wallace stava al tennis (Black Jesus: costa poco ed è un capolavaro).  Se però non avete confidenza con il Rucker Park o con i film di John Singleton vi basti sapere che nella "finta zoppia" si finge un handicap, una limitazione, per dichiarare la propria forza. 

Ecco a pensarci è una cosa che alcuni fanno spesso. Palesano la propria ignoranza, le lacune e i limiti oggettivi che hanno, per portare il discorso su di un altro piano. La parte che ignorano non è importante ai fini del discorso; insomma fingono sia centrale per far entrare nell'arena della discussione quelli bravi davvero, quelli in gamba che sanno le cose o che, di quelle conoscenze in gioco, hanno prodotto esperienza diretta (diremo cultura), per il solo fatto che loro presenza sia legittimante di un discorso impari a prescindere. 

Parlo di questa cosa qui  e della presunta vittoria che anche io avevo celebrato nel mio intimo. Perché la vittoria, a pensarci bene, non può essere nel merito della questione per due motivi: il primo è che non c'è possibilità di discussione (non dopo più di un secolo dall'esaurimento delle discussioni probatorie che hanno sancito la fine della stessa); il secondo motivo è che a loro, della discussione specifica (se l'evoluzione sia vera o meno), non interessa minimamente. L'importante è portare uno come Pievani al loro livello, perché i bulli fanno cosi, i bulli che praticano la finta zoppia newyorkese ci godono nell'impegnare il tempo degli scienziati con queste cose che per loro sono inutili (i magisteri sono non sovrapponibili per loro già da qualche secolo anche se noi ancora ci rimuginiamo sopra poco furbescamente). E' allora questa per me è una disproporzione della vita dello scienziato che pensa di vedere punti portati alla propria squadra mentre invece sono altrettante le segnature che concede all'altra. Solo per il fatto di essersi messi al loro stesso livello, solo per il fatto di essersi fatti ingannare dal loro finto handicap conoscitivo.

I temi sono errati, questionano di teorie perché sanno che i fatti in cielo e in terra sono molti di più di quelli che vivono nei loro sogni. Perché i fatti smonterebbero tutte le loro convinzioni sui miracoli, la sessualità, la socialità e l'evoluzione della nostra specie. Sono come quei pesci, che si fingono morti e poi uccidono. Offrono il fianco, con argomenti putrefatti allo scorrere dei dibattiti tecnici di cento anni fa, solo per invitarci a perdere tempo. 



09 marzo 2012

Three-spined frogfish

Batrachomoeus trispinosus   (Günther, 1861)


21 febbraio 2012

Isolamenti riproduttivi


Gli organismi evolvono. Producono cambiamenti in risposta ad altri cambiamenti. Devono farlo, per sopravvivere certo, ma anche perché la vita, per come funziona qui, non ha altra possibilità di svolgimento. L'evoluzione è un processo planetario che coinvolge tutto ciò che è vivo (o che lo è stato). 

Spesso segnalo articoli tassonomici. Articoli che riguardano specie del tutto nuove alla scienza o popolazioni abbastanza isolate da poter meritare il rango di specie autonoma da quella parentale. Ma la speciazione è un fenomeno contingente all'evoluzione. Perché se alla fine si cambia molto e impossibile tornare indietro ed ecco che si vengono a creare quei meccanismi di isolamento riproduttivo che sono il fondamento assoluto per la formazione di una nuova specie. Se non è possibile riprodursi con gli "altri" i geni (gli alleli) non circolano più liberamente e ognuno per la sua strada.

Quindi prima della specie c'è l'isolamento e, quindi, invece che i soliti lavori tassonomici oggi segnalo due lavori che spiegano, con due casi specifici, ciò che è alla base di quei processi che portano alla formazione di nuove specie:


Chad Thomas © WorldFish Center - FishBase
Lucania parva Baird & Girard, 1885




© Juan Miguel Artigas
Poecilia mexicana  Steindachner, 1863



15 febbraio 2012

In ordine sparso vi segnalo...


...un interessante articolo che spiega come pesci che cambiano sesso possano poi cambiarlo nuovamente a fronte di cambiamenti ecologici. Non vi lascio il link diretto all'articolo tecnico ma segnalo direttamente l'ottimo post di David  (che, come sempre, spiega il tutto con semplicità a chiarezza):

Forme di vita: cambiamento di sesso bidirezionale

Poi c'è una cosa importante sul barcoding (ne avevo iniziato a parlare in un paio di post qualche tempo fa). La ricerca va avanti e gli sviluppi sono notevoli. Questo è uno studio recentissimo sui ciprinidi commercializzati a livello hobbistico:

Barcoding and border biosecurity: identifyng cyprinid fishes in the aquarium trade

Se invece non sapete cosa sia il barcoding potete farvi un'idea tramite le presentazione di un workshop da poco tenutosi in Italia. Trovate tutto qui: dna barcoding

Come ultima cosa eccovi il link di un blogger italiano che leggo da poco ma che, oltre ad essere molto preparato, scrive cose interessanti su cose ittiologiche che conosco poco:

PaleoStories



Abbiamo aperto con un pesce falco, chiudiamo con un pesce falco.


Cirrhitichthys oxycephalus   (Bleeker, 1855)




By Jenny (JennyHuang) from Taipei (Flickr) [CC-BY-2.0 (www.creativecommons.org/licenses/by/2.0)], via Wikimedia Commons



16 gennaio 2012

Dottyback, Parrottfish et al.


Manciata di nuovi articoli liberamente consultabili. Le foto non indicano le specie descritte ma specie genericamente afferenti.

By Mrbrefast (Own work) [CC-BY-3.0 (www.creativecommons.org/licenses/by/3.0)], via Wikimedia Commons
Zootaxa: Two new dottyback species of the genus Pseudochromis from southern Indonesia (Teleostei: Pseudochromidae)


By Florida Keys National Marine Sanctuary Staff (http://www.photolib.noaa.gov/htmls/reef2591.htm) [Public domain], via Wikimedia Commons

Zootaxa: Sparisoma choati, a new species of Parrotfish (Labridae: Scarinae) from the tropical eastern Atlantic

©Seotaro Wikimedia Commons

Journal of Marine Science and Technology: A new species of Rhinogobius Gill. 1859 (Teleostei: Gobiidae) from the Bonin island, Japan



By Jeffdelonge (Own work) [Public domain], via Wikimedia Common

IEF: Orestias gloriae, a new species of cyprinodontid fish from saltpan spring of the southern high
Andes  (Teleostei: Cyprinodontidae)



By NOZO (Own work) [GFDL (www.gnu.org/copyleft/fdl.html) or CC-BY-3.0 (www.creativecommons.org/licenses/by/3.0)], via Wikimedia Commons

IEF: Oryzias sakaizumii, a new ricefish from northern Japan (Teleostei: Adrianichthyidae)



Di User:Haplochromis (Opera propria (own Photo)) CC-BY-SA-2.5-2.0-1.0 (www.creativecommons.org/licenses/by-sa/2.5-2.0-1.0)], attraverso Wikimedia Commons

IEF: Out of Lake Tanganyika: endemic lake fishes inhabit rapids of the Lukuga River



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