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24 maggio 2012

Sogliole

Preso da Blennywatcher.

Le sogliole si sono appiattite dalla parte sbagliata, si nascondono bene sotto la sabbia e ... si fingono tossiche. La specie dovrebbe essere Soleichthys maculosus (Muchhala & Munroe, 2004) e, come scrivono sul sito che ho linkato sotto il video, ancora non sono sicuri quale sia il platelminta mimato.


addendum


Ricordavo anche un altro caso di mimetismo tra pesci e platelminti e quindi sono andato a controllare. E infatti:

      Platax pinnatus (Linneo, 1758)           


Pseudobiceros hancockanus (Collingwood, 1876)

Il pesce è in livrea giovanile e da adulto cambia completamente aspetto (così). Se volete approfondire i casi di mimetismo nei pesci marini, che la letteratura è enorme, non avete che da iniziare con questo articolo (è una review, ovviamente) del sempre ottimo John Randall. Lo scaricate gratuitamente qui


16 gennaio 2012

Dottyback, Parrottfish et al.


Manciata di nuovi articoli liberamente consultabili. Le foto non indicano le specie descritte ma specie genericamente afferenti.

By Mrbrefast (Own work) [CC-BY-3.0 (www.creativecommons.org/licenses/by/3.0)], via Wikimedia Commons
Zootaxa: Two new dottyback species of the genus Pseudochromis from southern Indonesia (Teleostei: Pseudochromidae)


By Florida Keys National Marine Sanctuary Staff (http://www.photolib.noaa.gov/htmls/reef2591.htm) [Public domain], via Wikimedia Commons

Zootaxa: Sparisoma choati, a new species of Parrotfish (Labridae: Scarinae) from the tropical eastern Atlantic

©Seotaro Wikimedia Commons

Journal of Marine Science and Technology: A new species of Rhinogobius Gill. 1859 (Teleostei: Gobiidae) from the Bonin island, Japan



By Jeffdelonge (Own work) [Public domain], via Wikimedia Common

IEF: Orestias gloriae, a new species of cyprinodontid fish from saltpan spring of the southern high
Andes  (Teleostei: Cyprinodontidae)



By NOZO (Own work) [GFDL (www.gnu.org/copyleft/fdl.html) or CC-BY-3.0 (www.creativecommons.org/licenses/by/3.0)], via Wikimedia Commons

IEF: Oryzias sakaizumii, a new ricefish from northern Japan (Teleostei: Adrianichthyidae)



Di User:Haplochromis (Opera propria (own Photo)) CC-BY-SA-2.5-2.0-1.0 (www.creativecommons.org/licenses/by-sa/2.5-2.0-1.0)], attraverso Wikimedia Commons

IEF: Out of Lake Tanganyika: endemic lake fishes inhabit rapids of the Lukuga River



27 dicembre 2011

Neotropical ichthyology, 9 (4)



Nuovo numero della rivista interamente dedicata all'ittiofauna sudamericana. Trovate tutti gli articoli, che sono liberamente consultabili, QUI. Davvero un bel regalo di fine anno visto la varietà degli articoli presentati. Una scorsa veloce che la roba è davvero tanta.

Per la parte tassonomica:

 - Due nuove specie di Microglanis
 - Tre nuove specie di Parodon con revisione del genere
 - Chrysobrycon eliasi
 - Labiasina yepezi 
 - Due nuove specie di Impafinis


Per la biologia riproduttiva e dello sviluppo:

 - Reproductive characteristics and the weight-length relationship in Anableps anableps (Linnaeus, 1758) (Cyprinodontiformes: Anablepidae) from the Amazon Estuary

 - Reproductive biology of the flatfish Etropus crossotus (Pleuronectiformes: Paralichthyidae) in the Paranaguá Estuarine Complex, Paraná State, subtropical region of Brazil

 - Distribution and reproductive biology of the Electric ray Discopyge tschudii Heckel, 1846 in San Matías Gulf, Northern Patagonia, Argentina

 - Seasonal changes in the gonadossomatic index, allometric condition factor and sex ratio of an auchenipterid catfish from eastern Amazonia

 - Age, growth, and reproductive aspects of the dusky grouper Mycteroperca marginata (Actinopterygii: Epinephelidae) in a man-made rocky habitat in southern Brazil

 - The effect of rearing temperature in larval development of pejerrey, Odontesthes bonariensis - Morphological indicators of development

 - Sperm ultrastructure in three different families of weakly electric fishes (Teleostei: Gymnotiformes)


Per l'etologia:

 - Mixed-species schooling behavior and protective mimicry involving coral reef fish from the genus Haemulon (Haemulidae)

 - Feeding and social behavior of the piabanha, Brycon devillei (Castelnau, 1855) (Characidae: Bryconinae) in the wild, with a note on following behavior


Per la fisiologia:

 - Plasma ion levels of freshwater and marine/estuarine teleosts from Southern Brazil

 - Mercury bioaccumulation in fish of commercial importance from different trophic categories in an Amazon floodplain lake

 - Sound production and pectoral spine locking in a Neotropical catfish (Iheringichthys labrosus, Pimelodidae)


Per l'ecologia:

 - Differentiating cave Aspidoras catfish from a karst area of Central Brazil, upper rio Tocantins basin (Siluriformes: Callichthyidae)

 - Spatial patterns of zooplanktivore Chirostoma species (Atherinopsidae) during water-level fluctuation in the shallow tropical Lake Chapala, Mexico: seasonal and interannual analysis

 - Diet and food consumption of the pearl cichlid Geophagus brasiliensis (Teleostei: Cichlidae): relationships with gender and sexual maturity

 - Dynamics of fish assemblages on a continuous rocky reef and adjacent unconsolidated habitats at Fernando de Noronha Archipelago, tropical western Atlantic

 - Ichthyoplankton of Arvoredo Biological Marine Reserve


Lascio per ultimi due articoli. Uno sulla biologia della conservazione:

 - Growing, losing or introducing? Cage aquaculture as a vector for the introduction of non-native fish in Furnas Reservoir, Minas Gerais, Brazil


E un altro, interessantissimo, sull'utilizzo di sale e zeolite per la spedizione dei pesci ornamentali:

 - Use of sodium chloride and zeolite during shipment of Ancistrus triradiatus under high temperature


Ovviamente ogni articolo, o quasi, meriterebbe un breve post di approfondimento. Ma il tempo non c'è (volontari?) e quindi per ora continuo cosi.

Buona lettura e buone feste





07 luglio 2011

Incisioni naturalistiche


E' possibile resistere al fascino delle vecchie incisioni naturalistiche? 
Se poi riguardano i pesci io le trovo del tutto irresistibili (tanto che è già un paio di volte che ne prendo una e la metto come header del blog) . Bene, se vi piacciono tanto quanto piacciono a me, vi consiglio il blog BibliOdyssey dove al tipo è venuta l'idea di raccoglierle e pubblicarle su di un blog dedicato. Se poi non siete sazi questa è la sua pagina Flickr dove le trovate in alta risoluzione. 
Ecco una sintesi ittiologica:




                                                Oekonomische Naturgeschichte der Fische Deutschlands, 1781-1783

09 luglio 2010

Mandarini

Synchiropus splendidus Herre, 1927
© Luc Viatour

Commento breve (prima del post sul colore)

Prima stock da riproduzione proposto sul mercato per Synchiropus picturatus. Bene mi dico; ad oggi quelli che si trovano in commercio son tutti esemplari di cattura che mangiano solo cibo vivo (neanche di tutti i tipi) e che quindi nella stragrande maggioranza dei casi sono destinati alla morte per inedia entro il primo mese di vita in cattività. Quindi questa è assolutamente una buona notizia (vietarne la pesca 20 anni fa sarebbe stata migliore però).
Quello che mi ha fregato è stata la contestualizzazione di una notizia del genere. Perché non credo proprio che sia possibile trasmettere buone notizie di questo tipo al mercato italiano. Quei pesci riprodotti, se mai arriveranno da noi, cosa improbabile, costeranno almeno il doppio, non avendo cosi alcuna possibilità commerciale. La storia dei pesci pagliaccio riprodotti che costano il doppio e nessuno vuole ha fatto scuola in questo senso.

07 aprile 2010

Molto incinto (ma anche no).


Sygnathus sp.

Sempre in tema di cure parentali versus quadratura dei conti energetici, segnalo questo report di un articolo apparso recentemente su Nature.


01 gennaio 2010

Codici a barre molecolari (una duplice buona notizia)

 Pseudanthias squamipinnis 
Nhobgood wikimedia commons

Assegnare "nomi" agli esseri viventi non è mai stato di gran moda. Molto spesso la domanda più educata è: "ha una qualche utilità pratica?".
In teoria la scienza non vive di "utilità pratiche" ma in questi ultimi anni la domanda ha comunque una risposta affermativa.

Mettiamola cosi: la tassonomia serve per effettuare protocolli efficienti di conservazione. Devi sapere con cosa hai a che fare, dandogli poi un nome, se vuoi "conservare" qualcosa che vive e scorrazza più o meno liberamente su questo piccolo pianeta roccioso.

Ora ci sarebbe tutta la pappardella che vede tassonomia classica VS tassonomia moderna. Ce la risparmiamo. Diciamo solo che la biologia molecolare sta dando un grosso contributo alla tassonomia attuale. Oggi i ricercatori puntano ad un'accuratezza che non sognavano nemmeno prima dell'avvento della PCR (un protocollo per "lavorare" con gli acidi nucleici messo a punto ad inzi anni '80 da un biochimico che si faceva di acidi, non nucleici questa volta).
Diciamo anche che tutto questo dualismo in verità non c'è. Nella migliore delle ipotesi le due tassonomie sarebbero comunque complementari (questa è fortemente IMHO, sappiatelo).

Cosa sono i codici a barre molecolari?

Qui trovate una descrizione ben fatta di tutta la storia.

Quella del barcoding è una cosa un pò diversa dagli orologi molecolari che si usano, sopratutto in sistematica, per vedere le distanze e i tempi di evoluzione delle specie "vicine". In quei casi infatti si usano sequenze nucleari non codificanti (i famosi microsatelliti sono l'esempio più famoso); queste stringhe di nucleotidi mutano con un tasso costante e non sono "visti" dalla selezione naturale. Ottimi per indicare l'età di una specie rispetto ad un altra.

I codici a barre, invece, sono estrapolati da sequenze codificanti preferibilmente non nucleari; cioè sono prese dal genoma mitocondriale che è singolo e lineare, e non si ibrida con la riproduzione sessuale. Questo permette di osservare un "oggetto" che muta molto da una specie all'altra e pochissimo (di solito) all'interno di una stessa specie.
Quello preso in esame dall'articolo che descrivo in questo post è un gene che codifica per il citocromo C ossidasi sub. I (un enzima fondamentale per la produzione di energia all'interno dei mitocondri)

A cosa servono questi codici a barre?

Consideriamo un'automobile.
Le componenti che più di tutte riusciamo a identificare correttamente sono quelle che fanno parte della carrozzeria. Possiamo distinguere facilmente una Fiat da una BMW. Ma sappiamo bene che in realta ciò che permette ad un auto di essere tale è il motore. Il motore però esteriormente non si vede.

Prendiamo ora due macchine con una carrozzeria identica (due specie morfologicamente molto simili) ma con un motore diverso anche se solo per una piccola differenza in cilindrata (le due specie di prima che hanno solo piccole differenze genetiche).

Il barcodiing ci permette di aprire il cofano e dare un occhiata da vicino.
Di vedere se "sotto" una specie nominale, una stessa "carrozzeria" secondo la tassonomia classica, si nascondono specie diverse, popolazione parzialmente isolate e molto altro ancora.

Ma è possibile anche il procedimento contrario. Carrozzerie diverse stesso motore (non è difficile che una specie marina abbia un habitus giovanile anche molto diverso da quello di un adulto).

E' ora di applicare.

Le specie di pesci marini che vengono pescate con una certa regolarità per il mercato hobbistico sono circa 800. Di tutti gli esemplari pescati in natura e venduto nei negozi d'acquari di tutto il mondo il 75% è destinato al mercato acquariofilo del Nord America (una cifra precisa dei pesci pescati/venduti non c'è).
Visto che per i pesci marini la risorsa fondamentale di approvigionamento è il mare e visto che questo tipo di risorsa e suscettibile di impoverimento radicale, sarebbe cosa buona e giusta capire quale specie, di preciso, viene pescata, con quale frequenza, in che numero e in quali tempi. Questo è fondamentale per capire cosa si sta facendo e intervenire la dove è necessario prima che si facciano troppi danni.

Una corretta identificazione di una specie risulta essere il primo passo assolutamente necessario per capire come intervenire.
Un gruppo di ricercatori canadesi ha cercato di applicare il barcoding molecolare alle specie di interesse hobbistico. Il tutto è ancora in fase di studio ovviamente; ad oggi c'è ancora l'esportatore che produce diagnosi tassonomiche sommarie per la compilazione dei listini internazionali (quanti errori grossolani si vedono). Ma l'approccio è intelligente e potenzialmente risolutivo di alcuni problemi fondamentali.

Più in dettaglio è possibile dire che, delle circa 390 specie prese in esame, molte nascondo  molto più di quello che mostrano.

Ad esempio quella che viene comunemente commercializzata come Pseudanthias squamipinnis (specie distribuita in tutto l'indopacifico) è una specie che ne racchiude almeno 3 distinte: una nell'Oceano Indiano, una nel sud Pacifico e un altra ancora nelle Filippine.
Oppure la possibilità che due specie appartengano in realtà alla stessa con solo poche piccole differenze (come Zebrasoma flavescens e Z. scopas).

Appare evidente come il barcoding molecolare, in futuro, potrà giocare un ruolo essenziale nella conservazione delle specie di interesse hobbistico e, allo stesso tempo, chiarire molte delle domande sulla storia naturale delle specie prese in esame.

Mi sembrano davvero due buone notizie; ottime per iniziare il nuovo anno.

Auguri a tutti!



Steinke D, Zemlak TS, Hebert PDN (2009) Barcoding Nemo: DNA-Based Identifications for the Ornamental Fish Trade. PLoS ONE 4(7)

07 dicembre 2009

Magazine NM

E' stato appena dato alle stampe digitali l'ultimo numero del magazine di Natura Mediterraneo.
Segnalo un interessante articolo sui Labridi "mediterranei" e uno sulla "tassonomia polifasica".

se cliccate sull'immagine lo scaricate in automatico

Sempre dal forum afferente al portale di NM nella sezione "pesci d'acqua dolce" trovate un interessante discussione sulle specie alloctone in Italia.
Da QUI ci arrivate.
Come accennavo nel precedente post la posizione per cui tutti gli alloctoni siano dannosi a prescindere, oggi vacille un pò. 
Il tema  è da approfondire anche perché come al solito la natura vive poco della dicotomia bianco/nero. 

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