26 giugno 2009

Der Makropode


Qui trovate la traduzione in inglese di tre numeri del bollettino dell'associazioni tedesca IGL (dedicata agli anabantoidei). Gli articoli sono spesso delle vere e proprie perle. Accurati, spesso con un' eccellente bibliografia, e ricchi di foto. Si va dall'acquariofilia alla sistematica passando per evoluzione, ecologia e approfondimenti monografici.
Nell'ultimo numero tradotto segnalo un pezzo interessante sulle specie incubatrici orali del genere Betta che, a dispetto di quello che comunemente si pensa, sono in numero maggiore di quelle che costruiscono nidi di bolle.

12 giugno 2009

Fate voi

Qui trovate la discussione. Per farla breve qualcuno, probabilmente un idiota, ha trovato il modo di far convivere insieme pesci d'acqua dolce e pesci d'acqua salata. Appena ne capisco di più e trovo un pò di tempo approfondisco.

29 maggio 2009

Macropodi

La specie è, insomma, la chiave di volta dell'evoluzione
Ernst Mayr


Agli inizi del secolo scorso, quando le resistenze elettriche per termostatare l'acqua ancora non c'erano e le pompe a immersione per far funzionare un filtro erano di là da venire; quando era necessario vivere a basse temperature e senza troppe esigenze; quando una specie doveva arrivare dai più lontani recessi del mondo per essere interessante...

...i pesci del paradiso erano re.

Macropodus hongkongensis Freyhof, 2002
copyright Michael Lo



Macropodus erythropterus Freyhof, 2002
copyright unknow

Macropodus spechtii Schreitmuller, 1936
copyright unknow

Macropodus ocellatus Cantor, 1842
copyright unknow

Macropodus opercularis Linneo, 1758
wikimedia commons


25 aprile 2009

Nannocharax

I caraciformi africani sono un pò un oggetto misterioso; meno conosciuti dei cugini neotropicali hanno realizzato radiazioni quantitativamente più modeste.
Fino alla fine degli anni 80 molti autori facevano confluire in un unica famiglia (Characidae) le ~1600 specie dell'ordine Characiformes. Oggi va per la maggiore una rappresentazione sistematica che vede l'ordine suddiviso in 18 famiglie raggruppate in due subordini. Non mi addentro troppo nella sistematica perché alcune famiglie sembrano non essere monofiletiche e c'è parecchia confusione (per chi volesse farsi venire una bella emicrania rimando QUI). In alcuni casi, vedi FishBase, viene seguita ancora la vecchia sistematica di Tuegels di fine anni 80.

Quattro delle 18 famiglie totali, per un totale di circa 200 specie, sono africane:

Distichodontidae
Chitarinidae
Alestidae
Hepsetidae

Da notare solamente che le prime due, oltre a essere estremamente affini (subordine Chitarinoidei), sono anche quelle più primitive di tutto l'ordine e che, secondo alcuni autori, Hepsetidae è strettamente imparentata con un altra famiglia che è però sudamericana (Ctenoluciidae), questo a supporto della tesi secondo cui alcune radiazioni siano accadute prima della separazione fisica di Africa e Sudamerica.

La famiglia dei Distichodontidae ha circa 90 specie ed è quella che ci interessa in questo caso.
Le specie di questa famiglia hanno un ampio areale. Si va dal Gambia, Senegal, Niger, Volta, Nilo, Congo fino allo Zambesi e al lago Turkana.
Da un punto di vista trofico la famiglia dei Distichodontidae (il nome fa riferimento alle due file di denti presenti in tutte le specie) si divide in:

-erbivori e micropredatori (e.g. Nannocharax, Neolebias )
-predatori/mangiatori di scaglie e pinne (e.g. Ichthyoborus)

Ok, fatte le presentazioni andiamo al sodo.

Nannocharax Günther, 1867:

-27 specie nominali (escluse le due di questo post ovviamente)
-distribuzione in Africa centro occidentale e Nilo
-scaglie piccole e ctenoidi
-linea laterale completa
-serie di denti bicuspidi per ogni mascella

Studiando collezioni museali e supportati da nuove indagini in situ, i ricercatori si sono accorti che alcuni esemplari non rientravano nelle descrizioni delle specie già conosciute. Spesso l'habitus di alcune popolazioni è molto simile (colorazioni e bande verticali sul corpo) e fa pensare a specie già note come N. fasciatus e N. latifasciatus. Ma è molto probabile che N.fasciatus sia una specie "contenitore" di un gruppo molto più ampio che, in un prossimo futuro, potrebbe dar luogo ad un complesso di specie come avviene per esempio per le Apistogramma.



Nannocharax zebra sp.nov.

Questo piccolo caraciforme (lunghezza totale <5 cm) vive nelle acque camerunensi del Cross River. Come biotopo d'elezione ha le calme acqua di ripa poco profonde, nuotando attivamente al di sopra della lettiera.


a.Olotipo di N. zebra, fotografia in alcol
b. Disegno di R. Kühbandner.



Nannocharax usongo sp. nov.

La distribuzione di N. usongo (TL<5cm) è del tutto sovrapponibile a quella di N. zebra.
Più reofilo della specie precedente è stato osservato spesso su tronchi parzialemente decomposti in zone con un certa corrente. Sempre adeso al substrato è stato visto raramente nuotare attivamente nella colonna d'acqua.
Forma e posizione della bocca insieme alla conformazione dei primi raggi delle pelviche fa supporre uno stile di vita molto diverso dalle altre specie. Più legato al substrato anche con forte corrente.
(nota mia: questo ricorda molto specie neotropicali del genere Characidium. Sarebbe interessante vedere se questi percorsi evolutivi erano già presenti in Gondwana o se è un altro esempio di "cassetta degli attrezzi" caratteristica della nuova biologia dello sviluppo).
Il nome specifico è dedicato al biologo della conservazione, molto attivo in Camerun, Leonard Usongi.


a.Olotipo di N .usongo in alcol,
b. Disegno di R. Kühbandner,
c.Fotografia di un esemplare vivo (Photo F. Herder).


Come dicevo sopra è molto probabile che N. fasciatus nasconda molte altre specie sotto la descrizione ottocentesca di Gunther. Gli autori credono, quindi, che il genere verrà rivisitato ampiamente nei prossimi anni.

Ultima cosa: gli autori nell'articolo esplicitano il concetto di specie che hanno utilizzato (per inciso quello filogenetico secondo Kullander). Teniamolo a mente che ci torna utile per il post sui Macropodus.




Dunz, AR & UK Schliewen, 2009. Description of two new species of Nannocharax Günther, 1867 (Teleostei: Characiformes: Distichodontidae) from the Cross River, Cameroon. Zootaxa 2028: 1–19.

23 aprile 2009

Digest

E' un pò che non segnalo qualche bel lavoro tassonomico. A dir la verità il 2009 è partito un pò in sordina però qualche spunto interessante lo si trova sempre; senza contare che c'è ancora qualcosa di cui parlare su aluni lavori di fine 2008.

Segnalo velocemente. Poi ci torno con calma stasera.

- Due nuove specie di Nannocharax (N.zebra e N. usongo). Sono caracidi e sono africani. Il ramo africano dei caraciformi è meno conosciuto di quello sudamericano. Ma non per questo meno interessante.

-Descrizione del famoso barbo di Odessa (Puntius padamya).

-Descrizione di Baryancistrus beggini.

-Riesame morfologico del genere Macropodus con una segnalazione di conservazione (è del 2008).
Questo è il più interessante di tutti. Poi vi spiego perché.

Ci sarebbero anche un paio di cose interessanti su cavallucci marini e gobidi diadromi. Ma non credo di farcela.

20 aprile 2009

L'universo in un guscio di lumaca (+ esterne)



Non mi va di aprire un altro post. Aggiungo qui un paio di scatti fatti in giardino.


Panoramica di due vasche
(ex-sump con tanto di divisori)

Nymphaea sp. (foglie emersa)


Sarracenia psittacina in ex sfagnera
(la Lysmachia non so come ci sia arrivata)


Semi di Sarracenia germogliati da un mese.
Si vedono i primi microascidi



Azolla caroliniana


Marsilea quadrifolia


Lythrum salicaria


Myriophyllum "Red Steam"


Myriophyllum "Red Steam" e A. caroliniana


Secchio con dafnie/ceratofillo/lemna


Hydrocotyle leucocephala, Vesicularia sp. e Pistia stratiotes
(questa però è in casa)


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