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08 febbraio 2014

Pseudosphromenus cupanus


Pseudosphromenus cupanus Cuvier, 1831
Sir Francis Day, Fauna of British India (Fishes, Volume 1 and 2)



La scienza vive di un linguaggio tutto suo ma allo stesso tempo universale. E' un linguaggio strano che tutti, in tutto il mondo, possono capire. La riproducibilità prima di tuttto e la prosa dopo tutto il resto. Si introduce la ricerca, si spiegano i materiali e i metodi utilizzati per la riproducibilità universale del lavoro, si illustrano i risultati e se ne traggono le conclusioni. Capita anche che la scienza scriva cose che gli acquariofili scrivono sulle riviste acquariofile da almeno 50 anni. Fa strano quindi leggere un articolo scientifico sul comportamento riproduttivo di una specie tropicale ornamentale. L'approccio è diverso ma i risultati tutto sommato sono gli stessi. 

Qui potete scaricare e leggere un articolo sulla riproduzione di Pseudosphromenus cupanus, un anabantoide asiatico non particolarmente bello e diffuso in commercio ma che è facile da riprodurre e che mostra il canone riproduttivo dei costruttori di nidi di bolle. 



27 dicembre 2011

Neotropical ichthyology, 9 (4)



Nuovo numero della rivista interamente dedicata all'ittiofauna sudamericana. Trovate tutti gli articoli, che sono liberamente consultabili, QUI. Davvero un bel regalo di fine anno visto la varietà degli articoli presentati. Una scorsa veloce che la roba è davvero tanta.

Per la parte tassonomica:

 - Due nuove specie di Microglanis
 - Tre nuove specie di Parodon con revisione del genere
 - Chrysobrycon eliasi
 - Labiasina yepezi 
 - Due nuove specie di Impafinis


Per la biologia riproduttiva e dello sviluppo:

 - Reproductive characteristics and the weight-length relationship in Anableps anableps (Linnaeus, 1758) (Cyprinodontiformes: Anablepidae) from the Amazon Estuary

 - Reproductive biology of the flatfish Etropus crossotus (Pleuronectiformes: Paralichthyidae) in the Paranaguá Estuarine Complex, Paraná State, subtropical region of Brazil

 - Distribution and reproductive biology of the Electric ray Discopyge tschudii Heckel, 1846 in San Matías Gulf, Northern Patagonia, Argentina

 - Seasonal changes in the gonadossomatic index, allometric condition factor and sex ratio of an auchenipterid catfish from eastern Amazonia

 - Age, growth, and reproductive aspects of the dusky grouper Mycteroperca marginata (Actinopterygii: Epinephelidae) in a man-made rocky habitat in southern Brazil

 - The effect of rearing temperature in larval development of pejerrey, Odontesthes bonariensis - Morphological indicators of development

 - Sperm ultrastructure in three different families of weakly electric fishes (Teleostei: Gymnotiformes)


Per l'etologia:

 - Mixed-species schooling behavior and protective mimicry involving coral reef fish from the genus Haemulon (Haemulidae)

 - Feeding and social behavior of the piabanha, Brycon devillei (Castelnau, 1855) (Characidae: Bryconinae) in the wild, with a note on following behavior


Per la fisiologia:

 - Plasma ion levels of freshwater and marine/estuarine teleosts from Southern Brazil

 - Mercury bioaccumulation in fish of commercial importance from different trophic categories in an Amazon floodplain lake

 - Sound production and pectoral spine locking in a Neotropical catfish (Iheringichthys labrosus, Pimelodidae)


Per l'ecologia:

 - Differentiating cave Aspidoras catfish from a karst area of Central Brazil, upper rio Tocantins basin (Siluriformes: Callichthyidae)

 - Spatial patterns of zooplanktivore Chirostoma species (Atherinopsidae) during water-level fluctuation in the shallow tropical Lake Chapala, Mexico: seasonal and interannual analysis

 - Diet and food consumption of the pearl cichlid Geophagus brasiliensis (Teleostei: Cichlidae): relationships with gender and sexual maturity

 - Dynamics of fish assemblages on a continuous rocky reef and adjacent unconsolidated habitats at Fernando de Noronha Archipelago, tropical western Atlantic

 - Ichthyoplankton of Arvoredo Biological Marine Reserve


Lascio per ultimi due articoli. Uno sulla biologia della conservazione:

 - Growing, losing or introducing? Cage aquaculture as a vector for the introduction of non-native fish in Furnas Reservoir, Minas Gerais, Brazil


E un altro, interessantissimo, sull'utilizzo di sale e zeolite per la spedizione dei pesci ornamentali:

 - Use of sodium chloride and zeolite during shipment of Ancistrus triradiatus under high temperature


Ovviamente ogni articolo, o quasi, meriterebbe un breve post di approfondimento. Ma il tempo non c'è (volontari?) e quindi per ora continuo cosi.

Buona lettura e buone feste





07 aprile 2010

Molto incinto (ma anche no).


Sygnathus sp.

Sempre in tema di cure parentali versus quadratura dei conti energetici, segnalo questo report di un articolo apparso recentemente su Nature.


10 marzo 2010

La sottile linea del parassitismo

Cuculus canorus

Bagrus meridionalis, Günther, 1894 è un pesce gatto (Siluriformes: Bagridae) endemico del lago Malawi. Un pò come gli Oakland Raiders degli anni '80 i pesci che appartengono a questa specie sono grossi (>150cm), neri e cattivi.
Oddio, cattivi no, diciamo che come predatori notturni amano cacciare  ciclidini indifesi nelle notti lacustri. Se i pesci avessero sviluppato una cultura delle paure notturne da instillare nei bambini racalcitranti agli ordini dei genitori, il nostro avrebbe senza dubbio l'habitus ideale del fantomatico Uomo Nero.
Ma essere brutti e "cattivi" non ha impedito a questa specie di evolvere un'articolato ed efficace protocollo di cure parentali. Sia il maschio che la femmina una volta accoppiati non abbandonano le uova e si prendono cura delle stesse e dei piccoli per almeno 60 giorni dalla data di acoppiamento.
La femmina produce uova trofiche. Uova, cioè, non fertilizzate e che vengono prodotte e "deposte" per l'alimentazione della prole. Il maschio non è da meno visto che caccia continuamente macroinvertebrati nella sabbia da portare amorevolmente ai piccoli; questi improbabili genitori modello riescono ad ottenere così risultati estremamente migliori rispetto a schemi riproduttivi meno articolati. 

Ok, questa è una bella storia. Per andare avanti però dobbiamo fare un passo indietro.

Le cure parentali sono una cosa che funziona. Chi le paratica in maniera attiva ha ottimi risultati in termini di fitness. L'unico problema è che costano molto. Bilanciare le energie spese con il successo dei propri geni non è sempre facile. La soluzione migliore sarebbe quella di demandare i compiti parentali a qualcun altro. Ma mica ad altri genitori della stessa specie. No troppo complicato (qui ci sarebbe tutta una discussione sulla selezione genica al livello di specie; una cosa complessa che mi risparmio); diciamo che è meglio far crescere i propri piccoli a genitori di una specie diversa che non una coppia di conspecifici.

[Piccola precisazione: visto che il detto mater semper certa est, pater nunquam è parecchio diffuso nei pesci è bene sottolineare che la fecondazione fraudolenta da parte di maschi sneaker/satelliti non la considero una condizione sufficiente a far rientrare questi casi nelle cure alloparentali]

Nei pesci le cure alloparentali (cioè prodotte da genitori di una specie diversa da quella dei piccoli), sono presenti in diversi taxa.In alcuni casi, taxa che non praticano affatto cure parentali (ciprinidi neartici del genere Notropis) lasciano che a curarsi delle uova siano specie molto distanti fileticamente che con le cure parentali hanno però una certa dimestichezza (Centrarchidi del genere Lepomis); oppure come nel caso del genere- relitto Lepisosteus che fa curare le sue uova dai ben più moderni Micropterus.
Quello che sembra essere un rapporto totalmente asimmetrico tra due specie mostra, in alcuni casi, un vantaggio anche per la specie che ospita piccoli di altri genitori. Aumentando il numero di piccoli da accudire, aumentano le energie da investire nelle cure parentali, è vero, ma allo stesso tempo diminuiscono le probabilità che i propri piccoli vengano predati.
Quando però il rapporto è davvero asimmetrico, quando cioè la specie ospite perde completamente la propria covata a beneficio di quella di un altra specie, abbiamo la condizione di parassitismo. Gli amanti dei ciclidi del Tanganica hanno dimestichezza con questo tipo di realtà visto che l'esempio classico di questo tipo di parassitismo proviene proprio da quel lago, dove Synodontis multipunctatus inserendosi nel complesso rituale di accoppiamento dei ciclidi incubatori orali riesce a far incubare le proprie uova agli ignari ciclidi. Una volta schiusi (ovviamente prima delle uova dei ciclidi), gli avannotti del pesce gatto iniziano ad alimentarsi con le uova dei ciclidi nella bocca di mamma ciclide, la quale dopo un pò rilascerà dei piccoli mostri ben nutriti.

 Bagrus meridionalis
kampango.com

Ritorniamo ai nostri B.meridionalis (Kampango in lingua locale). Dicevamo delle loro complesse ed efficaci cure parentali. In realtà non capita tutti i giorni di osservare questo tipo di alimentazione diretta dei piccoli. Anzi se escludiamo una strategia simile in alcuni squali, le trofotenie dei goodeidi e un certo tipo di secrezione cutanea nei ciclidi, è davvero difficile trovare una situazione simile nei pesci.
Una famiglia che "funziona" cosi bene in un mondo altamente competitivo come il lago Malawi non passa certo inosservata. Un altro pescegatto, Bathyclarias nyasense (Bombe, per gli amici), ama deporre le proprie uova nei nidi dei Kampango. E' inutile dire che lo sviluppo embrionale dei Bombe è più rapido i quello delle uova dei Kampango.Una volta schiusi dalle proprie uova, i piccoli parassiti mangiano le uova residenti e si fanno accudire amorevolemente dai nuovi genitori.
Questo non avviene sempre. I Bombe sono troppo diffusi nel lago rispetto ai Kampango e se obbligata, questa strategia, non porterebbe benifici a nessuno sul lungo periodo. Quindi i ricercatori parlano di "parassitismo occasionale".
In realtà però la faccenda è ancora più complicata in quanto sono stati osservati dei nidi di kampango con piccoli sia di Kampango che di Bombe. E, in altri casi ancora, nidi con giovanili di Kampango e giovanili di ciclidi (!).

E' probabile che sia un uso comune, quello dei genitori di Kampango, di fare numero "adottando" tutti gli avannotti che riescono a trovare. Come detto prima cio serve a ridurre il tasso di predazione dei propri. Che poi qualcuno approfitti di questa pseudo generosità (come nel caso dei Bombe), ai nostri incredibili mostri notturni non sembra proprio interessare.




Stauffer, R.J. and Loftus, W.F. 2010. Brood Parasitism of a Bagrid Catfish (Bagrus meridionalis) by a Clariid Catfish (Bathyclarias nyasensis) in Lake Malawi, Africa. Copeia 2010, No. 1, 71–74


27 dicembre 2009

Comunicare

Qualche post addietro ho cercato, tra il serio e il faceto, di illustrare come i pesci, in  quel caso ciclidi dell'africa centro-occidentale, possono comunicare tra di loro e di come sia facilmente osservabile tutto questo in una vasca spartana.
I cambiamenti di colore repentini producono informazioni veicolate visivamente e dirette a consepecifici, prole o predatori. L'appassionato attento, con un poco di esperienza, riconosce i segnali; capisce se c'è stress, paura, voglia di riprodursi o se, da qualche parte, c'è un nuvola di avannotti occultata da una madre premurosa. Le nostre osservazioni domestiche però peccano di accuratezza e precisione e allora ci viene in soccorso la scienza che ci aiuta decodificare quelle macchie nere che tanto in fretta appaiono e scompaiono sul corpo dei nostri pesci.
Purtroppo i lavori sui pesci d'acqua dolce non sono moltissimi e quelli che vengono pubblicati meritano ogni attenzione del caso. 

In un interessantissimo articolo apparso sull'ultimo numero di Neotropical Ichthyology viene presa in esame Apistogramma hippolyte Kullander, 1982.

A. hippolyte è una specie afferente all' A. steindachneri complex. La sua distribuzione naturale vede interessati i bacini del rio Negro, rio Solimoes, rio Branco, rio Tefè e lago Manacapurù. Predilige biotopi a lettiera nelle calme zone di ripa. Tipico abitante di acque nere è possibile trovarlo in acqua tenere (<50 uS/cm) e molto acide (pH 4.0-5.5). Secondo Romer non è una specie particolarmente gregaria (ricordo che di alcune specie di Apistogramma e possibile trovare aggregazione di migliaia di individui per metro quadro!).


tratti distintivi in A. hippolyte
Basato su Baerends & Baerends van-Roon (1950) and Römer (2001). 
Disegno di D. B. Lima-Silva.


Lo scopo degli autori era quello di verificare i cambiamenti di pattern associati ai diversi contesti comportamentali.
Nello studio, durato 5 mesi, sono stati impiegati più di mille esemplari posti in un laghetto semiartificiale nei pressi di una stazione di ricerca ittiologica, su di un affluente del Rio Negro, non molto distante da Manaus. Il laghetto, 40x14x0,5 m; 280.000 litri), ricreva le condizioni ecologiche presenti nei biotopi di elezione della specie.

I risultati delle osservazioni hanno prodotto 5 pattern fondamentali + 1 (pattern giallo-nero tipico delle femmine delle specie appartenti al genere Apistogramma).



a-b = “plain”;



 c-d = “stripe-spot”; 



e-f = “painted-face”; 


g= “barred”; 
h = “shining”; 


i-j = femmina in cure parentali





Foto (b), (d), and (h) by J. Zuanon; (f)modified from Römer (2001);
and (j) by F. Mendonça. 
Disegni di D. B. Lima-Silva.

"Plain" (Fig. A-B): è la colorazione più frequente, tipica del foraggiamento. I pesci sono tranquilli e "pascolano" placidamente sulla lettiera. La colororazione tenue e l'assenza di macchie e bande nere permette agli esemplari che l'adottano di confondersi cripticamente col substrato.

"Striped-Spot" (Fig C-D): viene adottata in situazioni di stress improvviso (paura), come un movimento improvviso o per la presenza di un predatore;
Nei maschi è l'habitus della fuga, nelle femmine quello della sottomissione.

"Painted-Face" (Fig E-F): osservabile nei grossi maschi dominanti, immediatamente prima di un'aggressione, intra o inter specifica, e nelle femmine in modalità iperaggressiva (con prole al seguito).
La frequenza non è alta nell'esperimento svolto in Brasile, ma è bene notare come, secondo Romer, questo sia uno dei pattern più diffusi in cattività.
E' probabile che lo spazio ridotto delle vasche in cui mettiamo i nostri pesci aumenti la frequenza di comportamenti spiccatamente aggressivi.

"Barred" e "Shining" (Fig. G-H): pattern tipici dei comportamenti riproduttivi. Parate tra maschi, corteggiamento. Si mettono in risalto maggiormente i colori.

"Pattern riproduttivo femminile" (Fig. I-J): tipico ed esclusivo delle femmine, in presenza di uova deposte o di piccoli. Il colore di fondo, giallo brillante, evidenzia il nero inenso di macchie e bande che indicano attegiamento aggressivo nei confronti dei maschi. Le macchie nere sulle pinne pelviche servono invece per la comunicazioni con gli avannotti sul substrato.

Qui trovate tutte le frequenze relative all'espressione dei pattern nei diversi contesti comportamentali:



I ricercatori hanno evidenziato, inoltre, la rapidità con cui questi pattern si avvicendano sul corpo dei pesci. Un maschio dominante può passare dal "pointed face" per scacciare un intruso dal proprio territorio al "plain", una volta tornato in possesso della propria zona, in meno di 20 secondi. Questo è reso possibile dalla natura neurocrina nel controllo dei cromatofori e dalla posizione superficiale dei cromatofori stessi nell'epidermide.

La vastità dell'argomento, ancora poco sviluppato dai ricercatori, e le discrepanze che ci possono essere tra quello che avviene in natura e quello che vediamo nelle nostre vasche (ma qui basterebbe metterli in condizioni più idonee per ridurle al minimo), offrono possibilità pressoché infinite .
Non parlano, è vero, ma comunicano...non è poi cosi banale.






Raoni Rosa Rodrigues, Lucélia Nobre Carvalho, Jansen Zuanon & Kleber Del-Claro. Color changing and behavioral context in the Amazonian Dwarf Cichlid Apistogramma hippolytae (Perciformes) Neotropical Ichthyology, 7(4):641-646, 2009


Römer, U. 2001. Baensch/Mergus Cichlid Atlas. Berlin, Mergus
  Publisher, 1310p.

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