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14 aprile 2011

Dams


C'è un altro gruppo FaceBook che se vi piacciono i pesci e i fiumi dove vivono non può non interessarvi. Questo qui. Ve lo segnalo perché vogliono costruire due dighe su due hotspot: una sul Mekong in Asia e una sullo Xingu in Brasile. I ragazzi di quel sito lì seguono le vicende e vi tengono informati sui fatti.


(stavolta siete brutte persone se avete pensato al dipartimento artistico universitario)

13 marzo 2011

EarthQuake

Capodoglio (Physeter macrocephalus Linnaeus, 1758)

Giappone in prima pagina. Il mite popolo dei manga, gente seria, lavorano fino allo sfinimento, marciapiedi asettici, ultranazionalisti xenofobi che li pieghi solo con un paio di bombe atomiche. Che parlano strano e che scrivono peggio. Terremoto devastante, allarme nucleare, Godzilla contro Gamera che giocano sulla spiaggia. Le prossime settimane saranno cosi.
Ma questa è una cosa seria, una disgrazia di proporzioni bibliche. Una disgrazia che non si era mai vis...una disgrazia? C'è chi parla davvero di disgrazia?

Se esci di casa e ti investe un ubriaco, quella è una disgrazia.
Un sisma in una zona sismica è una questione di tempo. 

Va bene, la sfortuna, sopratutto altrui, non è carino quantificarla. Speriamo tutti che si riprendano subito. Magari meglio di prima. Magari smettendo di depredare tutti i mari del mondo cacciando arbitrariamente e contro tutti i regolamenti, tutto quello che ritengono commestibile da quelle parti (un sacco di roba alla fine dei conti). 

Che io di tutta 'sta faccenda penso che i soli a trovare una chiave di lettura positiva siano i cetacei di tutto il mondo; che tutte le mattine "escono" e hanno alte probabilità di incontrare "un ubriaco che li investa". 
Disgraziati. Loro si.


01 gennaio 2011

2011

 Wikimedia Commons
Guardate ancora quel puntino. È qui. È casa. È noi. Su di esso, tutti quelli che amate, tutti quelli di cui avete mai sentito parlare, ogni essere umano che sia mai esistito, hanno vissuto la propria vita. L'insieme delle nostre gioie e dolori, migliaia di religioni, ideologie e dottrine economiche, così sicure di sé, ogni cacciatore e raccoglitore, ogni eroe e codardo, ogni creatore e distruttore di civiltà, ogni re e suddito, ogni giovane coppia innamorata, ogni madre e padre, figlio speranzoso, inventore ed esploratore, ogni predicatore di moralità, ogni politico corrotto, ogni "superstar", ogni "comandante supremo", ogni santo e peccatore nella storia della nostra specie è vissuto lì su un granello di polvere sospeso dentro ad un raggio di sole. La Terra è un piccolissimo palco in una vasta arena cosmica. Pensate ai fiumi di sangue versati da tutti quei generali e imperatori affinché, nella gloria ed il trionfo, potessero diventare i signori momentanei di una frazione di un punto. Pensate alle crudeltà senza fine impartite dagli abitanti di un angolo di questo pixel agli abitanti scarsamente distinguibili di qualche altro angolo, quanto frequenti i loro malintesi, quanto smaniosi di uccidersi a vicenda, quanto ferventi i loro odii. Le nostre ostentazioni, la nostra immaginaria autostima, l'illusione che abbiamo una qualche posizione privilegiata nell'Universo, sono messe in discussione da questo punto di luce pallida. Il nostro pianeta è un granellino solitario nel grande, avvolgente buio cosmico. Nella nostra oscurità, in tutta questa vastità, non c'è nessuna indicazione che possa giungere aiuto da qualche altra parte per salvarci da noi stessi.
La Terra è l'unico mondo conosciuto che possa ospitare la vita. Non c'è nessun altro posto, per lo meno nel futuro prossimo, dove la nostra specie possa migrare. Visitare, sì. Abitare, non ancora.
Che vi piaccia o meno, per il momento la Terra è dove ci giochiamo le nostre carte. È stato detto che l'astronomia è un'esperienza di umiltà e che forma il carattere. Non c'è forse migliore dimostrazione della follia delle vanità umane che questa distante immagine del nostro minuscolo mondo. Per me, sottolinea la nostra responsabilità di occuparci più gentilmente l'uno dell'altro, e di preservare e proteggere il pallido punto blu, l'unica casa che abbiamo mai conosciuto.

Carl Sagan 

26 novembre 2010

L'invasione dei microcorpi

Ernst Haeckel
Kunstformen der Natur (1904), plate 56: Copepoda

C'è una frase di Konrad Lorenz che va per la maggiore ultimamente: 

una cosa che non fa danni: l'acquario 

Questa frase non è apocrifa ma è il titolo del capitolo dedicato all'acquario nel libro divulgativo più famoso di Lorenz “L'anello di re Salomone”. In realtà l'acquario descritto da Lorenz non era un acquario come lo si intende oggi. Era un recipiente con un po' di ghiaia, acqua, piante, invertebrati e pesci che lui pescava nei paraggi della sua abitazione. Non aveva filtro, al massimo indulgeva sugli aeratori, niente luci artificiali, la luce infatti era quella solare. Anche i retini erano fatti a mano. 

L'acquario aveva come obiettivo l'autosufficienza biologica ed è stupefacente ancora oggi leggere quelle poche pagine e ritrovare una certa freschezza in un approccio ecologico oggi quasi completamente perduto o, nella migliore delle ipotesi, completamente travisato (l'acquario naturale giapponese e l'acquario biotopo sono forse gli esempi più disarmanti). 

Vista la situazione attuale Lorenz direbbe ancora quella frase? L'acquario è ancora una cosa che non fa danni?

Vedendola, questa situazione attuale, forse un brivido di disgusto gli correrebbe lungo la schiena. Specie portate all'orlo dell'estinzione, sfruttamento minorile negli allevamenti intensivi, ibridi discutibili e un esercito di alloctoni in giro per il mondo a far danni. 

Proprio gli alloctoni sono stati al centro dell'attenzione ittiologica italiana un mesetto fa circa. Diversi pesci esotici sono stati ritrovati in un fiume toscano. Vi rimando al commento preciso e puntuale di Livio a cui c'è poco da aggiungere. 
Mentre scaricavo l'articolo sui ciclidi in Toscana però mi sono messo a scorrere la rivista dove è stato pubblicato e mi sono imbattuto in un articolo molto interessante (gli estremi sono alla fine del post). 
L'autore dell'articolo parte dal presupposto che anche se è facile introdurre vertebrati (pesci) alloctoni attraverso l'acquariofilia e ancora più facile introdurre invertebrati alloctoni in natura attraverso il vettore acquario. 

Come? Con i cambi d'acqua. 

Ok, viene un po' da sorridere. Personalmente non avevo mai pensato a questa possibilità. E' invece basta farsi due conti. 
E l'autore, questi conti, se li è fatti davvero e devo dire che mi hanno sorpreso parecchio. Anche se riferiti alla Nuova Zelanda potrebbero essere applicati anche da noi senza particolari problemi. 
Ecco i “conti della serva“: in Nuova Zelanda ci sono circa 1.6 milioni di abitazioni, circa l'8% (128.000) di queste hanno un acquario. Da queste abitazioni attraverso i cambi d'acqua, circa 120 litri per acquario per anno, vengono “gettati” qualcosa come 20.4 milioni di litri d'acqua (non male per un paese con appena 4.4 milioni di persone). Ora cosa c'è in questi 20480 metri cubi di acqua “sporca”?

Altro conticino: quando cambiamo l'acqua lo facciamo per togliere lo sporco, inquinanti inorganici e organici, ma in realtà togliamo anche un pletora di invertebrati che in quello “sporco” vivono e proliferano. Non sono pochi eh, parliamo di circa 540 individui per litro; questi individui appartengono a specie afferenti ai più disparati taxa come: molluschi, nematodi, platelminti, crostacei,anellidi, cnidari (si, c'è anche una piccola medusa d'acqua dolce), che moltiplicati per i milioni di litri di cui sopra fanno la bellezza di 11.0 x 10^9 animaletti (undici miliardi e spiccioli). Molte delle specie invertebrate sono esotiche. Arrivano con i pesci, sopra di loro o dentro di loro. e con le piante.

La maggior parte di noi l'acqua la butta nel sciacquone e finisce lì, in quanto se debitamente trattate quelle acque non dovrebbero presentare problemi, ma alcuni neozelandesi la usano per innaffiare i prati o per rabboccare i laghetti in giardino (io per esempio la uso per innaffiare, in quanto ricca di sostanza nutrienti, fosfati e nitrati in testa, che la rendono un concime perfetto). 

Fino ad oggi io non ci vedevo nulla di male. In realtà l'autore dell'articolo spiega come specie di invertebrati alloctoni radicati, o specie non native non ancora radicate ma già campionate nelle acque interne neozelandesi, siano probabilmente arrivate, o stiano arrivando, proprio attraverso i cambi d'acqua degli acquari casalinghi. 

Neanche i cambi d'acqua sembrano più cosi innocui.

Duggan. (2010) The freshwater aquarium trade as a vector for incidental invertebrate fauna. Biol Invasions (2010) 12:3757–3770

17 agosto 2010

Capitan Fenomeno

Tropic Thunder
WikiCommons


Personalmente trovo che questo tizio QUI sia un idiota. Non fosse altro perché, oltre ad averne l'aspetto, dice e fa cose da idiota¹.

Andate al minuto 2:05 del video qui sotto (non si può embeddare)...

http://www.youtube.com/watch?v=osE542oTMDA

...e vedrete che pesca un  ciclide² e lo fa passare per un pirakas³ (credo perché il pirakas fa audience mentre il ciclide no)



¹ purtroppo precede il mio telefilm preferito e quindi 5 minuti della sua trasmissione devo sorbirmeli ogni settimana.
² a me sembra un Aequidens ma potrebbe essere anche qualcosa di non endemico.
³ lo scrivo con la K per citara i bimbiminkia (che sono quasi sempre adulti però) che pensano siano pesci ferocissimi e cattivissimi.

19 novembre 2009

Si fa presto a dire Carlo

Leggevo su Pikaia che alla Sapienza (mi raccomando, senza più l'articolo determinativo, mica per niente con tutto quello che è costato toglierlo), c'è un interessante convegno su Darwin e l'evoluzione. Qui trovate tuti i riferimenti.

Che bello, mi dico, quasi quasi ci vado. Leggo il programma e decido...non ci vado.
Ma di evoluzione, quella reale, non parla più nessuno. E difficile? Non è popolare? Non gli va? Hanno paura di offendere qualcuno?

Ma un dottorando che sta studiando l'evoluzione sul campo e che parli di quello che fa proprio non si trova?
Davvero se ne sono andati via tutti?


Boh.

27 agosto 2009

Il Borneo di Enrico (Kuching/Matang)

Ragazzi ecco le prime foto di Enrico. Le ho ridimensionate e la dove sono riuscito ad identificare ho messo i nomi (per i mudskipper mi sono fatto aiutare da un esperto). Le foto sono del figlio di Enrico e TUTTI i diritti d'autore sono riservati.



Uca sp.

Aggiungi immagineNeritina sp.
(particolare della foto precedente)

Neritina sp.

Periophthalmus chrysospilos


Nepenthes rafflesiana

20 febbraio 2009

Terribili piracas

Un'annetto fa squilla il telefono:

Salve sono Betty Boop (il nome è di fantasia) una giornalista del TGx (uno importante), volevo farle qualche domanda sulla vicenda della ragazza costretta a fare il bagno con dei terribili piracas. Lo sa no, la vicenda del circo. Ha sentito?

Si ho sentito.
(per chi non avesse sentito)


Bene, veniamo li con una telecamera a farle qualche domanda. Siamo li tra un'oretta circa. Qual è l'indirizzo preciso?

...no ma guardi non sono interessato...

...ma...come non è interessato. Il TGx sa...la televisione...

...si ho presente, no, la ringrazio, non sono interessato.

Ma come non è interessato! Andrà in televisione, sono poche domande, e poi, magari, è anche un bel ragazzo! Andrà in televisione!

Bè oddio sul bel ragazzo avrei da ridire; comunque non mi sono spiegato: non mi interessa e non voglio andare in televisione.

Ma mi avevano dato questo numero dicendomi che sarebbe stato disponibile. Devo andare in onda all'ora di pranzo. Ci vorranno pochi minuti.

Si capisco ma non mi interessa. Non so più come dirglielo, mi creda.

Ah...ok...vabbeh, arrivderci.

Arrivederci




(Maledetti piracas e maledetti i 15 minuti di Warhol )

12 dicembre 2008

Caput mundi



Immagine presa da QUI

Mai vista una cosa del genere. Sta piovendo e domani dovrebbe continuare per tutto il giorno.
Senza polemica, ma una capitale del mondo non può collassare per dei tombini pieni di foglie.

Foto dell'Aniene dietro casa prese dal ponte della tiburtina altezza Ponte Mammolo. Ieri notte ha esondato. In quel punto di solito è largo una decina di metri. Ora sarà sui 30-35.


25 novembre 2008

Divertissement

Preso da qui e da qui.
Qualcosa ho aggiunto qualcosa ho tolto.
Io mi sono sbellicato.

01 agosto 2008

Nessuna nuova, buona nuova


Poco da dire. E' tutto fermo. Prima di partire per la mitteleuropa aggiornerò su lebiasinidi, scavatunnel e noni.
Di contro è stata pubblicata un sacco di roba tecnica interessante. Spicca una corposa revisione del genere Peckoltia con un paio di specie nuove; revisione dei ciclidoni malgasci; studio evolutivo su Poecilia formosa (forse è la roba più intrigante del lotto); genomica dei discus; pettegolezzi vari (uno sul gladicauda sembra davvero succoso).

Come detto le vasche languono. Se dopo l'estate qualcosa deve ripartire sarà con balitoridi e gobidi. Mollo Africa e Sud America e me ne torno in Asia.




21 marzo 2008

Redivivo

***

Questo post è solo per dare segni di vita (poco intelligente) visto il rateo e la qualità degli ultimi interventi.
Ma la bella stagione con annesse vasche esterne (potenziate) e le new entry per quanto riguarda quelle interne fanno presagire qualche cosa in più per il mese prossimo.

***

Bella intervista ad Anton Lamboj. La trovate QUI.
Mai avuto miti veri e propri però a lui si associa volentieri un termine del genere.

E poi uno che chiude cosi come si fa a non amarlo: "The premium project is a revision of Hemichromis [cut] and a revision of Pelvicachromis."

Non vedo l'ora di leggere come sistema la pratica hemicromini.



Spulciando tra le decine di roba pubblicata ultimamente una è devvero ricca di spunti:

Dry season breeding of a characin in a neotropical mountain river
Mauricio Torres-Mejia e Martha P. Ramírez-Pinilla
Copeia Volume 2008, Issue 1 pp. 99–104

Qui trovate l'abstract.
Un piccolo caracide che riproduce nella stagione secca invece che in quella delle piogge come di solito accade.
Vabbeh è solo una piccola segnalazione anche se di spunti ce ne sarebbero.






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