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21 febbraio 2012

Isolamenti riproduttivi


Gli organismi evolvono. Producono cambiamenti in risposta ad altri cambiamenti. Devono farlo, per sopravvivere certo, ma anche perché la vita, per come funziona qui, non ha altra possibilità di svolgimento. L'evoluzione è un processo planetario che coinvolge tutto ciò che è vivo (o che lo è stato). 

Spesso segnalo articoli tassonomici. Articoli che riguardano specie del tutto nuove alla scienza o popolazioni abbastanza isolate da poter meritare il rango di specie autonoma da quella parentale. Ma la speciazione è un fenomeno contingente all'evoluzione. Perché se alla fine si cambia molto e impossibile tornare indietro ed ecco che si vengono a creare quei meccanismi di isolamento riproduttivo che sono il fondamento assoluto per la formazione di una nuova specie. Se non è possibile riprodursi con gli "altri" i geni (gli alleli) non circolano più liberamente e ognuno per la sua strada.

Quindi prima della specie c'è l'isolamento e, quindi, invece che i soliti lavori tassonomici oggi segnalo due lavori che spiegano, con due casi specifici, ciò che è alla base di quei processi che portano alla formazione di nuove specie:


Chad Thomas © WorldFish Center - FishBase
Lucania parva Baird & Girard, 1885




© Juan Miguel Artigas
Poecilia mexicana  Steindachner, 1863



22 ottobre 2009

Poecilia (Acanthophacelus) obscura n. sp., (Teleostei: Poeciliidae)


Specie criptiche, speciazioni incipienti e selezione naturale. Se ci metti un gruppo di tassonomi geek poi non ti lamentare piccolo wannabe da strapazzo.

Schories S, Meyer MK, Schartl M. 2009. Description of Poecilia (Acanthophacelus) obscura n. sp., (Teleostei: Poeciliidae), a new guppy species from western Trinidad, with remarks on P. wingei and the status of the “Endler’s guppy”. Zootaxa 2266: 35–50.

27 novembre 2008

Hic sunt poecilia


Durante la sua splendida conferenza, nell'ambito del congresso AIC del 2001, Lamboj fece un affermazione che mi lasciò parecchio perplesso.
I pesci che più facilmente riusciva a pescare in Africa centro-occidentale erano i guppy!

Se di Lamboj ci si può fidare ciecamente altrettanta fiducia possiamo riporre nella forza adattativa di questo piccolo pecilide. Onnivoro, dall'alto potenziale riproduttivo e incredibilmente adattabile alle più disparate condizioni ambientali riscontrabili nei climi caldi. Se a tutto ciò aggiungiamo un'elevata variabilità genetica otteniamo, come direbbero gli ecologi, una specie r-stratega con tutti i crismi.

La mia perplessità quindi non riguardava la competitività di Poecilia reticulata ma, piuttosto, l'inizio della diffusione di questa specie in Africa.
Se la diffusione in Asia come specie alloctona è tutta a carico degli allevamenti intensivi per il mercato acquariofilo, in Africa non può essere certo questo il motivo visto che li, di allevamenti, non ce ne sono.
Le cose, secondo me, sono due. Acquariofili possono aver rilasciato dei guppy "aquarium strain" in natura con troppa leggerezza. Il che è plausibile. Oppure qualcuno, anche in un lontano passato, può aver pensato di introdurre i guppy per la lotta alla malaria. Questo è ancora più plausibile. Visto che i pecilidi, con poche luci e molte ombre, venivano considerati ottimi antianofelici un pò in tutto il mondo.

Pochi fatti e qualche speculazione. Un certezza però c'è. Questi sono parecchio isolati e visto che ai fondatori non interessa il meccanismo che innesca il processo ma solo il processo evolutivo in quanto tale...beccatevi questi nuovi mirabolanti Poecilia sp. Congo:

Hai visto mai, magari tra un paio di milioni di anni scopriranno anche loro di aver avuto un' Eva africana.


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